Guerra, Carestia, Peste : Con i Frati Cappuccini nell’opera Manzoniana

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Tre disgrazie, tre dolori, tre ecatombi. Guerra carestia peste. Ognuna, la causa più ricorrente della morte in uno stesso tempo. E quando intervengono tutte insieme, l’umanità è stravolta. Come è avvenuto spesso. È avvenuto spesso, perché guerra significa distruzione, distruzione vuol dire perdita di molte risorse produttive, e l’una situazione e l’altra favoriscono le malattie.

Il libricino che presento ripercorre queste disgrazie, queste sofferenze, questi catafalchi rileggendo l’opera manzoniana. Dico catafalchi, cioè morti. Ma anche palchi. Sì, palchi di una ulteriore distruzione: quella della ragione. Il libricino non risparmia il capitolo di maggior penosità, il “sonno della ragione”, quel sonno che genera mostri, cioè li crea, per scagliarsi contro gli ingenui, contro gli insignificanti, contro gli inventati untori. Perché il sonno della ragione ha bisogno di credere il falso, cioè che la ragione sia vigile, sia sveglia.

Oggi, in tempo di pandemia, non ci abbandoniamo alla corsa contro il capro espiatorio, per scorticarlo, esibirlo, innalzarlo sul palco della tortura e della croce. Però abbiamo qualche motivo per imparare alcune sagge indicazioni di quei tempi, quando alcuni, pochi o molti che siano stati, hanno mostrato con le opere come si deve guardare il mondo, l’uomo, il destino. E abbiamo anche da guardare alle esperienze che sono state fatte, in quel passato. Che potrebbe essere presente. E futuro.

Nello scorrere la tragedia della peste seicentesca, un dato ci riempie di gioia il cuore: di contro alla codardia dei medici di quel tempo, la dedizione di tutti gli operatori sanitari nell’attuale pandemia ci colma di comune orgoglio: comune, perché è un esempio per l’umanità. All’epoca, riferisce il Manzoni a seguito degli storici coevi alla peste, gli ospedali rimasero «senza medici; e, con offerte di grosse paghe e d’onori, a fatica e non subito, se ne poté avere». Oggi, essi si sono offerti, a volte, senza neppure essere richiesti; e sono morti senza risparmiarsi.

Come autore del presente libricino mi sento di dissuadere dal leggerlo, se dal passato non si vuole imparare qualche cosa. Perlomeno una: che non si impara mai abbastanza.

Le precedenti aggressioni del morbo non presentano né possono presentare le stesse caratterizzazioni – scientifiche, sociali, organizzative, mentali – di quelle odierne. Ciò è un dato sicuro. Ma è anche certo che alcune pulsioni psicologiche risuscitano, pur ricalibrate e aggiornate, come al tempo della “peste manzoniana”.

Il libro che qui annuncio è: Francesco Di Ciaccia, Guerra carestia peste. Con i Frati Cappuccini nell’opera manzoniana, Milano, Edizioni Biblioteca Francescana, 2020, pagine 549 + 64 illustrazioni f.t., in b/n e a colori, € 34,00 (I.C.), ISBN 978-88-7962-335-3.

Per chiedere copia del libro, rivolgersi a:

  1. Edizioni Biblioteca Francescana, Piazza Sant’Angelo, 2, 20121 Milano (MI), tel./fax: +39-02.29002736

e-mail: info@bibliotecafrancescana.it

  1. Archivio Provinciale, Viale Piave, 2, 20129 Milano (MI), Tel. 02.771.22.588 Fax 02-771.22.589

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