Mascherina ffp2

Mascherine facciali, ne abbiamo ancora bisogno?

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La pandemia continua ad avanzare e con le varianti che si scoprono, è necessario difendersi mettendo in campo ogni forma di protezione. Una su tutte è l’utilizzo delle mascherine facciali e oggi, che si possono trovare facilmente in commercio, le persone hanno abbandonato quelle fatte in casa per affidarsi alle più efficaci FFP2 o a quelle chirurgiche.

Si sente parlare spesso anche di mascherine facciali N95 e KN95, ma quali sono le differenze? Queste sigle riportate sulle mascherine potrebbero far confondere facilmente gli acquirenti e le ricerche sui motori di ricerca evidenziano la volontà di informarsi prima dell’acquisto.

Le sigle sulle mascherine

Le sigle N95 e KN95 indicano due certificazioni che ne garantiscono la qualità. La prima, la N95, è la sigla delle mascherine certificate negli Stati Uniti e la normativa di riferimento la NIOSH-42CFR84, mentre la sigla KN95 indica le mascherine che hanno ottenuto la certificazione cinese.

Le mascherine FFP2, N95 e KN95 hanno caratteristiche molto simili e proteggono con valori analoghi e quindi sono efficaci allo stesso modo, molto più efficaci di quelle chirurgiche e soprattutto molto di più di quelle di stoffa fatte in casa o acquistate nei negozi o su internet.

Le FFP2, N95 e KN95, hanno la capacità di proteggere sia chi le indossa e chi è vicino a chi le porta. Questo alto livello di protezione ha portato alcuni stati Europei a obbligare l’uso delle FFP2 sui mezzi pubblici e negli esercizi commerciali vietando l’utilizzo di quelle di tessuto.

A rendere molto efficaci le mascherine FFP2 è la struttura e i materiali con quali sono state realizzate. La struttura con più strati filtranti di materiali sintetici e con diversi spessori. Un esempio di FFP2 è di solito realizzato con questa sequenza di materiali.

Lo strato più esterno è un tessuto non tessuto in Polipropilene che isola e blocca le particelle più grandi. Lo strato filtrante attivo assorbe e cattura i microrganismi. Lo stato in TNT trattiene le particelle più fini e poi lo strato più interno assorbe aria e umidità e fa aderire meglio la mascherina al viso.

Questa combinazione di tessuti e la speciale struttura permette alle mascherine di avere una capacità filtrante fino al 94%.

Quando andiamo ad acquistare le mascherine in farmacia, nei supermercati o su internet, dobbiamo sempre leggere attentamente le sigle che sono presenti sulla confezione e sulle mascherine stesse. Questa piccola ma importante attenzione ci permette di non acquistare materiale non conforme e che invece di proteggerci, potrebbero mettere a rischio la nostra salute.

Per esempio, la sigla NR presente in molte mascherine filtranti FFP2, indica che la mascherina non può essere riutilizzata e di solito il suo utilizzo è calcolato in un turno lavorativo di 8 ore consecutive.

Esistono anche delle FFP2 che riportano la sigla R e in questo caso la mascherina può essere riutilizzata con la sola attenzione di igienizzare la mascherina tra un utilizzo e l’altro.

In questo caso, le volte che possono essere riutilizzate, vengono indicate dal produttore e vengono anche indicate le modalità di sanificazione.




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