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Time lapse a lungo termine in cantieri: vantaggi del fattore tempo

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L’obiettivo prioritario della tecnica del time lapse è quello di condensare periodi di tempo particolarmente lunghi in una ridotta sequenza di immagini, effettuate a una frequenza (frame rate) più bassa del normale. La fotografia in timelapse, se utilizzata nell’ edilizia, permette la visualizzazione sintetica ma completa di tutte le varie fasi di costruzione, assumendo una funzione di controllo e monitoraggio; e, contemporaneamente, diventando anche uno strumento promozionale di marketing. È evidente che la possibilità di gestire il fattore temporale conferisce alla tecnica un valore molto significativo proprio per mostrare “quanto” un’opera sia importante. Ne è un esempio questa azienda che realizza un time laspe di lungo periodo sulla costruzione di un nuovo settore destinato ad ospitare impianti di estrusione di semilavorati plastici

Quali strumenti impiegare in un time lapse?

Per gestire efficacemente il fattore temporale, soprattutto in un time lapse a lungo termine è necessario disporre di un sistema in rete, controllabile in remoto, che consenta di monitorare e intervenire in tempo reale sulle attività di ripresa, modificando, in base alle necessità, le variabili tecniche: tempo, esposizione, frequenza e numero degli scatti previsti. L’utilizzo di un sistema per gestire il time-lapse in remoto consente anche di mostrare a clienti, investitori, committenti, l’avanzamento dei lavori in itinere.

Quanti fotogrammi scattare?

Il soggetto delle riprese fotografiche condiziona il numero degli scatti da programmare:

  • strade trafficate o aerei che atterrano e decollano richiedono un’immagine al secondo
  • fenomeni atmosferici, come le nuvole o il passaggio dalla notte al giorno, richiedono la programmazione dello scatto nell’arco temporale compreso tra uno e cinque secondi
  • fenomeni astronomici, come il movimento della Luna o delle stelle, richiedono scatti tra i quindici e trenta secondi

L’attrezzatura da utilizzare, di buona qualità, deve rispettare i seguenti parametri:
una macchina fotografica dslr o mirrorless;
un intervallometro e magari di uno slider motorizzato, gestibili in sincrono.
È opportuno, se non si sceglie l’opzione in remoto, che l’operatore porti con sé una coppia di schede di memoria capienti e batterie aggiuntive.

Durata dei Time lapse nei cantieri edili

Decisamente più problematica è l’elaborazione dei timelapse quando interessano periodi temporali di lungo periodo, come avviene soprattutto per il settore dell’edilizia. In questo caso le camere fotografiche devono essere necessariamente inserite in un sistema che ne assicuri l’alimentazione e permetta il controllo periodico dell’operatore. Seppure comporti una perdita di fluidità del movimento, le riprese richiedono un intervallo tra i tre e cinque minuti. In generale, però, è meglio sovrastimare il numero degli scatti, i quali potranno sempre essere ridotti nella fase di montaggio; per quanto gravosa, questa modalità operativa assicura la massima flessibilità. È comunque consigliabile non programmare scatti sotto i trenta secondi. A questo proposito, per pianificare quant fotogrammi scattare, è utile questo calcolatore di time lapse di una casa di produzione specializzata in video in cantieri

Quante camere usare?

Per la registrazione in time lapse a lungo termine non è consigliabile limitarsi ad una singola camera di ripresa, ma devono essere utilizzate due o più camere, così da avere sia diverse prospettive del soggetto, sia, soprattutto, maggiori possibilità di scelta nella selezione del materiale con cui approntare il video di Time lapse; oltre, ovviamente, a disporre di materiale ridondante da sfruttare in caso di problemi.
Oculata deve essere la scelta dei luoghi in cui posizionare le camere, affinché le prospettive individuate siano esplicative dell’evolversi dei lavori; per questo è opportuno concordare con progettisti e tecnici degli edifici la collocazione delle camere di ripresa.

Postproduzione dei Time lapse: flickering e motion graphic

Uno dei principali problemi da risolvere in sede di montaggio del video, quindi nella fase di postproduzione, è il flickering (sfarfallio). Questo fenomeno è determinato dalla diversa luminosità presente nei fotogrammi che, effettuati in periodi diversi della giornata, registrano condizioni di luce disomogenee. Esistono plug in specifici in grado di armonizzare la luminosità tra i singoli fotogrammi: alcuni, come LRTimelapse o TLTools, adatti alle sequenze brevi, agiscono sui file Raw; altri, come GBDeflicker o SapphireDeflicker, operano sui programmi di compositing.
Una considerazione finale deve essere riservata all’impiego di contributi in Motion Graphic. Esso consente, abbinato alle immagini, di analizzare e visualizzare un’ampia serie di parametri: dai vari elementi tecnici al numero delle maestranze impiegate nella costruzione degli edifici. Il software, inoltre, rappresentando visivamente le fasi di costruzione, si rivela efficace come strumento promozionale.