Federico Motta Editore: la storia e l’offerta della Casa Editrice

418

Federico Motta Editore è una Casa Editrice nata nel 1929: da allora ha ricevuto diversi riconoscimenti per le sue pubblicazioni di prestigio, frutto di una continua spinta verso l’innovazione e di collaborazioni di spicco con i maggiori studiosi e le più importanti istituzioni del nostro tempo.

Federico Motta Editore

La storia di Federico Motta Editore

Federico Motta Editore è un marchio sinonimo di autorevolezza e qualità. La Casa Editrice è stata fondata il 14 gennaio 1929 con il nome di "Cliché Motta". L’attenzione per l’innovazione ha portato all’implementazione di supporti sempre più all’avanguardia in accompagnamento alle varie opere pubblicate: si ricordano ad esempio le Tavole Transvision, il Sonobox, i CD-Rom. In seguito all’avvento del web, la Casa Editrice ha colto subito le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e ha realizzato dapprima l’Enciclopedia Motta con Internet TV e in seguito altri progetti come Internet Motta Club o mottaformazione.it. La Casa Editrice negli anni non si è dedicata solo alle enciclopedie, ma anche ai libri per ragazzi (MottaJunior), alle collane di architettura, fotografia e arte, alle riviste di moda, ai cataloghi delle mostre. Grazie a importanti collaborazioni e a pubblicazioni sempre di qualità, Federico Motta Editore ha ottenuto diversi riconoscimenti come il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2010), il premio Pirelli InterNETional Awards (2007) e l’Ambrogino d’Oro (1980).




Federico Motta Editore: focus sul Medioevo e la Peste Nera

Fin dall’antichità, le epidemie hanno caratterizzato la storia dell’uomo. Nonostante l’avanzare della medicina abbia permesso di debellare malattie un tempo incurabili, ancora oggi ci troviamo a studiare nuovi virus che passano dagli animali all’uomo. Federico Motta Editore ha dedicato il saggio "La peste nera e la crisi del Trecento", di Catia Girolamo, alla più grande pestilenza della storia, che colpì l’Europa nel XIV Secolo. L’epidemia di Yersinia pestis, batterio trasmesso all’uomo dalle pulci dei ratti, provocò milioni di morti. Il mondo all’epoca non era attrezzato per contrastarla e la malattia proliferò con numeri impressionanti. L’agricoltura non produceva abbastanza per sfamare l’intera popolazione, cresciuta esponenzialmente durante gli anni centrali del Medioevo, ma anche dal punto di vista sociale la vita era insicura e pericolosa a causa di truppe mercenarie sul territorio e di un lungo stato di guerra. Le popolazioni rurali, sotto il giogo dei padroni terrieri, rispondevano spesso allo stato di precarietà in cui vivevano con violente rivolte. Federico Motta Editore, come sottolineato anche in un articolo pubblicato sul sito ufficiale, ha dedicato all’argomento il saggio contenuto in "Medioevo", una fonte importante per approfondire i maggiori argomenti dedicati al periodo storico in questione.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *