Il futuro di Eni: il focus dell’AD Claudio Descalzi su piano 2020-2023 e Road Map al 2050

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La nuova Eni disegnata da Claudio Descalzi: l’AD, a partire dai risultati 2019, illustra il piano d’azione 2020-2023 e la strategia che porterà il Gruppo nel 2050 ad essere sempre più sostenibile.

Claudio Descalzi

Eni, i risultati 2019: il commento dell’AD Claudio Descalzi

“Nel 2019 abbiamo conseguito risultati eccellenti, nonostante lo scenario decisamente negativo, caratterizzato da discontinuità geopolitiche e da uno scenario prezzi certamente meno favorevole rispetto al 2018”: nelle parole dell’AD di Eni Claudio Descalzi sono evidenti le difficoltà che il Gruppo ha dovuto affrontare lo scorso anno. Per quanto possano avere pesato in parte sui numeri registrati nel 2019, Eni, grazie “alla strategia perseguita negli ultimi anni che ci ha consentito di crescere e di rafforzare la nostra resilienza”, può oggi confermare un cash flow che, al netto delle spese per la gestione degli asset, da qui al 2023 si attesterà sui 23 miliardi di euro. E non solo: al netto di una riconferma della politica di remunerazione degli azionisti, per quest’anno si prevede “un dividendo pari a 0,89 euro per azione in crescita del 3,5 per cento”. Nel 2019 il Gruppo guidato da Claudio Descalzi ha visto inoltre la produzione segnare il record di 1,87 milioni di barili rimpiazzando il 117% delle riserve prodotte.

Claudio Descalzi: la strategia Eni al 2050 e il piano d’azione 2020-2023

Nel futuro di Eni sempre più gas e rinnovabili. Lo dice la Road Map al 2050 presentata il 28 febbraio insieme al piano di azione per il periodo 2020-2023 da Claudio Descalzi. “Un passo fondamentale” lo ha definito l’AD: “Abbiamo disegnato l’evoluzione di Eni nei prossimi 30 anni, coniugando gli obiettivi di continuo sviluppo in un mercato dell’energia in forte evoluzione con una significativa riduzione dell’impronta carbonica del portafoglio”. Qualche numero: la progressiva riduzione dal 2025 della produzione incentrata sulla componente Oil, una crescita fino all’85% della componente gas, l’aumento degli interventi nella transizione e nella produzione di energie rinnovabili. E investimenti per 32 miliardi di euro nei prossimi quattro anni. “L’Eni del futuro sarà quindi ancor più sostenibile, sarà rinforzata nel suo ruolo di attore globale nel mondo dell’energia, arricchita da business quali le rinnovabili e l’economia circolare, oggi ai primi passi ma con uno sviluppo futuro di rilievo e altamente connesso ai business esistenti” ha sottolineato l’AD Claudio Descalzi aggiungendo come Eni sia la “prima industria” ad associare a questo “connubio giudicato da molti quasi impossibile” un “contenuto di business” che si fonda sulla “qualità dei nostri asset, delle nostre tecnologie e delle nostre competenze”.




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