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Paesi Arabi, Business del Petrolio Finito ?

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I Paesi Arabi sono il simbolo della ricchezza e del lusso, da decenni la ricchezza di questa parte del mondo è identificata a ragione con l’abbondanza del petrolio che si trova in questo zona del mondo.
Il petrolio nel secolo scorso è stata sicuramente la materia prima che ha maggiormente condizionato la storia e l’economia del mondo.
Ma il presente è tutt’altro che roseo con l’avvento della strategia del lockdown ma soprattutto con la svolta green che il mondo sembra ormai prossimo per intraprendere.
Gli stessi arabi hanno percepito che il petrolio non potrà più essere quel pozzo di ricchezza inesauribile, una percezione che è supportata da molti segnali come la diminuzione dell’ importazione di gioielli d’oro che nei mesi peggiori del 2020 è diminuita di oltre il 90%.
Certo ancora la situazione economica non è grave come in molte città occidentali dove il numero delle gioiellerie è stato superato dai compro oro Firenze e di molte altre città.
Ma la situazione in prospettiva potrebbe cambiare velocemente visto anche il lussuoso tenore di vita degli arabi che beneficiavano delle enormi entrate derivanti dall’oro nero.
Leggendarie le crisi petrolifere causate nel passato proprio dalle politiche economiche di paesi come l’Arabia Saudita, per non parlare delle guerre ed i conflitti regionali che si sono susseguiti per il controllo dei pozzi petroliferi anche nei paesi limitrofi appartenenti alla stessa regione del mondo.
La grande abbondanza di petrolio ha fatto dei paesi arabi luoghi ricchissimi che nell’immaginario collettivo sono diventati luoghi da sogno.
Come Dubai nata dal niente e costruita con tecniche e progetti incredibilmente complessi che sono stati possibili da realizzare grazie alle enormi entrate che provenivano dall’estrazione dell’ oro nero.
Il lockdown e il prospettarsi di una nuova economia green ormai paventata da tutti i paesi occidentali e non solo non lasciano certo i Paesi Arabi in una situazione favorevole.
Per decenni le entrate del petrolio hanno riempito le casse degli stati arabi, senza che nessuno si preoccupasse di adottare strategie economiche alternative o di affrontare una reale gestione economica che avesse favorito settori alternativi che non fossero quello immobiliare, oggi in profonda crisi.
Il 2020 ha visto il prezzo del greggio Brent poco sopra i 20 dollari a barile e nonostante il rimbalzo lo abbia portato ad una quotazione di 50 dollari la situazione nel 2021 non sembra essere migliore anzi.
Adesso che la richiesta del petrolio è calata in modo considerevole a livello globale il governo dei paesi arabi dovrà preoccuparsi di tutte quelle conseguenze negative come la riduzione dei posti di lavoro e la diminuzione del valore del mercato immobiliare.




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